Il rifiuto del riciclo

raccoltaUn articolo pubblicato su la “Repubblica” di venerdì 23 ottobre 2015 dà letteralmente i numeri sulle attività di raccolta differenziata e riciclaggio in Italia. L’articolo si intitola “Riciclare ma non troppo ecco i paradossi della differenziata in Italia” firmato da Elena Dusi. L’ipotesi centrale dell’articolo, al di là di tutti i dati utilissimi per fare un quadro della situazione italiana, è che, superando certi limiti percentuali, la raccolta differenziata verrebbe a costare troppo e questi costi andrebbero naturalmente a ricadere sulle spalle dei cittadini attraverso la bolletta rifiuti. Cito testualmente dall’articolo: <<Oltre una certa percentuale di differenziazione, i costi aumentano vertiginosamente- conferma Giovanni Fraquelli economista dell’Università del Piemonte orientale e del Cnr di Torino, autore nel 2011 di uno studio sui costi del riciclaggio>> con altri esperti. La percentuale limite sarebbe il 70%.

Il quadro proposto dall’articolo è interessante ma risente del fatto di essere letto in un’ottica consumista. Non si riesce neanche a pensare che si potrebbe rallentare i consumi e la produzione dei rifiuti. Anzi il rallentamento della produzione dei rifiuti viene letto come indicatore della crisi.

E se questo 70% fosse un limite non superabile per noi e la madre terra? E se ci si ponesse nell’ottica di far coincidere la produzione di rifiuti con questo 70% sostenibile?

Forse non produrremo nuova economia, ma certamente creeremo un beneficio per le nostre città affogate dai rifiuti.

CV

per approfondire: leggi qui l’articolo di Repubblica

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